formazione per traduttori

Dicono dei CAT…

  • sono strumenti imposti dall’alto dai clienti che vogliono sfruttarci
  • sono (troppo) costosi, complicati e non capisco bene che vantaggi concreti mi offrono
  • ce ne sono mille diversi e non so quale scegliere
  • vanno bene per chi traduce manuali tecnici o comunque testi ripetitivi, ma io sono un creativo!
  • non ho mai usato un CAT in vita mia, ma adesso un cliente importante me ne impone uno, e io… sono nel panico
  • uso già Studio ma sono rimasto indietro di 2 versioni: gli aggiornamenti costano e non ho tempo di capire nemmeno se le nuove funzioni sono davvero utili, figuriamoci per imparare a utilizzarle
  • uso da sempre Wordfast e mi trovo bene, ma sento continuamente parlare dei “nuovi” CAT: come faccio a capire se per me vale la pena cambiare?

Cosa ne penso: in due parole, che oggi non può esserci traduzione professionale senza tecnologia, pur con tutti i distinguo necessari.
Da quello che vedo e sento confrontandomi con i colleghi, però, la tecnologia è ancora vista come un nemico piuttosto che come un alleato.
A parte la posizione estrema di chi potendo farebbe a meno anche del computer (e vabbè, qua c’è poco da fare: torniamo alle tavolette di pietra, già che ci siamo…), questa idea è spesso frutto di una certa confusione in un ambito nel quale, oggettivamente, orientarsi è difficile.

Da un lato c’è lo strumento standard e monopolista de facto del settore: SDL Trados Studio, almeno in certi contesti praticamente una scelta obbligata. All’altro estremo, CAT alternativi (open source, gratuiti e/o nel cloud), che sembrerebbero la soluzione di tutti i mali.

La soluzione, credo, sta nel modificare la domanda di partenza: non “qual è il CAT migliore?”, ma “qual è il CAT più adatto a me?”.
Al mio modo di lavorare, ai miei clienti, alle mie specializzazioni, e anche alle mie inclinazioni.
E quando (come purtroppo capita) a imporre lo strumento è il cliente al quale non possiamo dire di no, affrontare il “salto” con cognizione di causa è ancora più importante.

Dopo aver individuato lo strumento giusto, è essenziale utilizzarlo al meglio, per far fruttare il nostro investimento.

I corsi per traduttori ultimamente si moltiplicano, e sarebbe logico pensare che quelli dedicati ai CAT siano tra i più diffusi; eppure i corsi tecnico-pratici dedicati all’utilizzo di un determinato strumento sono rarissimi.
Tra i vari motivi, credo, c’è il fatto che la stragrande maggioranza dei corsi disponibili oggi sono online e di gruppo; una modalità (economica da ogni punto di vista ma) che genera una comprensibile riluttanza in chi vorrebbe imparare a utilizzare un software. Il timore è che un corso di questo tipo si riveli un investimento poco valido:

  • il livello è spesso troppo avanzato, o troppo di base, per il singolo partecipante;
  • il programma è necessariamente generico, per poter coprire le esigenze di un pubblico più ampio possibile; ma non è detto che a me, singolo traduttore, non serva una certa funzione teoricamente “avanzata”, che il corso magari non tratterà, mentre potrei anche soffermarmi meno su altre, sempre teoricamente, “di base”;
  • le opportunità e le modalità di interazione con il docente sono limitate e poco efficienti

La soluzione?

Un corso individuale, personalizzato, idealmente in presenza; oppure da remoto, ma comunque sempre uno a uno.

Ed è quello che vi offro io 🙂

I passaggi fondamentali per la creazione del vostro corso:

  • capire da quale livello partite, come lavorate e cosa vi serve, attraverso un breve questionario
  • discutere insieme una proposta di programma
  • stabilire, sempre insieme, date e orari delle diverse lezioni
  • stabilire se è possibile vederci di persona, oppure se è il caso di optare per lezioni da remoto, ad esempio tramite Skype con condivisione dello schermo.

Il corso in presenza è sempre l’ideale, ma per esperienza posso dire che anche quello da remoto funziona ottimamente: gli elementi essenziali rimangono la personalizzazione e l’interazione uno a uno tra docente e corsista.

Proprio perché ogni singolo corso viene studiato sulla base delle vostre esigenze, non avrebbe senso per me proporvi qui programmi fissi (e lo stesso vale per le tariffe!); i corsi che ho tenuto finora si sono concentrati su SDL Trados Studio (sempre lui) e memoQ, perché questa è stata la richiesta.
A seconda del livello di partenza, possiamo anche prevedere un’introduzione più o meno estesa sugli strumenti CAT in generale che, per chi lo desidera, può anche assumere la forma di un corso a parte.

Per capire meglio cosa intendo con personalizzazione in base al vostro modo di lavorare e alle vostre esigenze, e per un esempio di programma su misura, potete andare qui.
E infine, per maggiori informazioni sulle mie competenze e sulla mia lunghissima storia d’amore con i CAT, potete visitare questa pagina, oppure consultare il mio profilo Linkedin.

Vi interessa? Vorreste saperne di più? Scrivetemi e parliamone! Vi aspetto!