Tre articoli tre: agenzie e digital, “libera” professione e sudori freddi

trearticolitreCome ogni venerdì, tre articoli tre. Ma se ne volete di più, non c’è problema! Basta andare qui.


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Tre articoli tre: lavoro, troppo lavoro e storytelling

trearticolitreCaffè e dolcetto ci sono? Allora andiamo. Tre articoli tre. Ma se ne volete di più, non c’è problema! Basta andare qui.


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Tre articoli tre: MT, lauree online e traduttrici star

trearticolitreCaffè e dolcetto d’ordinanza ci sono? Allora andiamo. Tre articoli tre. Ma se ne volete di più, non c’è problema! Basta andare qui.


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Tre articoli tre – Pesce d’aprile edition

trearticolitreprimoaprileTerza puntata di Tre articoli tre, che oggi casca il 1 aprile: seguono, di conseguenza, tre post (quasi) “troppo belli per essere veri”.
Consigliata la lettura in compagnia di un caffè e un dolcetto (io vado matta per quelli alla cannella). Per qualcosa in più, andate qui.


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Tre articoli tre – Easter Edition

trearticolitre-easterSeconda puntata di Tre articoli tre, la rassegna stampa sulle lingue e la traduzione più minima che c’è (ho fatto pure la rima). Consigliata la lettura in compagnia di un caffè e… una fettina di colomba. Per qualcosa in più, andate qui.


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Tre articoli tre

trearticolitreInauguro oggi (detto così sembra quasi una cosa seria) una mini-rassegna stampa settimanale sul mondo delle lingue e della traduzione. Lo so, non molto originale: ma in fondo noi traduttori per vivere ripetiamo quello che dice un altro, è inevitabile che poi diventi una deformazione. Alle nove precise del venerdì, così ve la leggete con il caffè e la prospettiva del fine settimana davanti, che non è mai una brutta cosa.

Tre articoli tre. Ma se ne volete di più, non c’è problema! Basta andare qui.


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Dieci cose su dieci cose

2016-03-11 09.57.14

Cosa sia DieciCose lo lascio scoprire a voi. Il resto ve lo spiego di seguito, nelle mie “dieci cose su dieci cose”.

  1. Perché una traduttrice dovrebbe partecipare a un corso su “il web in pratica”?
    Prima di tutto perché questa traduttrice freelance in particolare il web, in teoria ma anche e soprattutto in pratica, lo ama molto, ci sguazza, e lo frequenta da parecchio (sì, sono vecchiarella); e le piace imparare cose nuove, ampliare i propri orizzonti, tenersi aggiornata: insomma tutte quelle cose lì che non solo suonano bene, ma evitano anche di ridursi alla prospettiva mentale di chi continuerebbe a farsi mandare le traduzioni in formato cartaceo via Pony Express e a tradurre usando la macchina da scrivere.

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corsi e ricorsi

Monkeys-at-desksCome forse saprete, ho il piacere di tenere un webinar di introduzione agli strumenti CAT; l’edizione di quest’anno inizia la settimana prossima.
La proposta di occuparmene mi ha fatto sicuramente piacere, ma non erano trascorsi dieci secondi che ho iniziato a pormi delle domande.

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cosa amo del mio lavoro

d0005f2817f7eddde17b3b634253610aDi recente, a causa di una serie di circostanze, mi sono trovata a riflettere sulle caratteristiche del mio lavoro che me lo fanno amare così tanto: sulle cose alle quali potrei o non potrei rinunciare, su cosa sia negoziabile e cosa assolutamente no.

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15 anni

languageHo realizzato in questi giorni che l’apertura della mia Partita IVA risale proprio al luglio 2000: ero fresca di laurea (una laurea che non c’entra nulla con la traduzione, o c’entra poco) e di una proposta di lavoro dipendente che, nell’incoscienza di quegli anni, (per fortuna) ho rifiutato.

Ovvero, sono 15 anni che faccio questo lavoro. Sì, sono vecchia (se siete gentili, potreste definirmi “molto esperta”) 😉
Tempo di bilanci? Non più del solito, nel senso che per me è normale tenermi d’occhio costantemente, e comunque a intervalli abbastanza regolari; ma è sicuramente un’occasione per qualche riflessione su cosa ho imparato in 15 anni di professione.

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