Tre articoli tre: agenzie e digital, “libera” professione e sudori freddi

trearticolitreCome ogni venerdì, tre articoli tre. Ma se ne volete di più, non c’è problema! Basta andare qui.


UNO
“A Translation Site’s Clever Recipe Taste Test Shows How Wrong Google Translate Can Be”: a colpirmi, più che l’idea (sicuramente bella e originale), è il fatto che un’agenzia di traduzioni abbia pensato di investire seriamente in pubblicità sul Web. A mia memoria non ricordo altri casi, nemmeno relativi a grandi LSP.
Vi è mai capitato di vedere un giro per il Web un banner di Lionbridge o similari? A me no, ma forse è una questione di segmentazione.
Se cerco “traduzioni professionali” in Google, i 4 risultati sponsorizzati sono relativi ad agenzie, o meglio traduttifici, che non ho mai sentito nominare tranne una (un’altra mette bene in evidenza la tariffa di 6 centesimi a parola). Ma magari sono io.
Oppure dobbiamo concludere che le agenzie di traduzione non investono, o investono poco, nel digital?

DUE
“Jobless society: storia di un freelance”: l’intervista mi suscita sentimenti contrastanti, in particolare di fronte a questo:

Freelance: scelta o necessità?
Nessun dubbio: necessità.

ma anche

In sostanza, siamo l’incarnazione di un paradosso; siamo liberi, ma non mentalmente… Da questo punto di vista siamo spesso sottoposti a più vincoli di un lavoratore dipendente.

La “libera” professione è un’imposizione esterna, una situazione lavorativa che presenta molti più contro che pro e che, potendo, si abbandonerebbe istantaneamente. Da un lato capisco, anche se la mia condizione è almeno in parte diversa (ho detto in parte. A volte lo stipendio sicuro, le ferie pagate e i giorni di malattia esercitano un certo fascino, ecco). Dall’altro, mi fa una certa tristezza. Voi come vivete la vostra situazione di freelance? La scambiereste con il posto fisso senza pensarci due volte?

TRE
“Saper dire no”: a proposito di libera professione che tanto libera non è, mentalmente ma non solo.
Errori che abbiamo commesso tutti, chiaramente.
Io ho ancora i sudori freddi ripensando a un lavoro SAP affidatomi da un collega, che ho dovuto rimandare al mittente dopo poco. Il collega aveva le sue colpe, aveva più o meno volutamente evitato di comunicare e/o di mettere in evidenza certi aspetti del progetto (!)… ma la principale responsabile sono io, che avrei dovuto chiedere tutte le informazioni prima di accettare.
Dopo dieci anni abbondanti ho ancora davanti agli occhi la schermata del file: un’esperienza angosciante, che mi ha curato dall’accettare un progetto senza essere assolutamente certa di poterlo gestire.

Altra esperienza da sudori freddi, sempre relativa alla notte dei tempi, che mi ha insegnato a) non fidarmi ciecamente di quello che dicono i PM, anche se ci lavoro da anni; b) a pretendere di vedere sempre i file prima di accettare un lavoro: incarico di argomento marketing, settore automotive, che si rivela essere il manuale di uso e manutenzione di un’auto (!).
Cosa avrei dovuto fare quando, dopo un paio di centinaia di parole, mi sono resa conto del problema: contattare subito il PM, fare presente che non ero competente in quell’ambito, se proprio non era possibile trovare un’alternativa chiedere come minimo un’estensione della consegna.
Cos’ho fatto: mi sono intestardita, ho lavorato giorno e notte spesso in preda al panico, a metà lavoro presa dallo sconforto ho contattato l’agenzia protestando per aver ricevuto una traduzione completamente diversa da quanto prospettato (ma il PM, a quel punto, aveva tutte le ragioni di essere ben poco comprensivo); il lavoro consegnato, chiaramente, è stato di qualità inferiore al solito. E mi è stato contestato, anche se in modo non circostanziato, e nell’esatto momento di pagare la mia fattura. Mettiamola così: se il cliente era in cerca di una scusa per auto-praticarsi uno sconto, con il mo comportamento gliel’ho servita su un piatto d’argento.
Tutta esperienza. Si dice così, no?

PS: Momento autopromozione senza vergogna: il 3 maggio cominciamo a scoprire le meraviglie del mio CAT preferito con memoQ per principianti, quattro incontri da un’ora e mezza tenuti dalla sottoscritta (e due esercitazioni). Partecipate numerosi 🙂

Buona lettura e buon fine settimana!